Sonimage 29 Dicembre 2021

29 DICEMBRE 2021

Sonimage

RASSEGNA DI SUONI IMMAGINI

IX Edizione


ore 17.30 / Sala degli specchi – incontri

RICCIOTTO CANUDO

L’arte totale: dal cinema ai nuovi linguaggi

Giovanni Dotoli – Poeta e scrittore, Professore Emerito dell’Università “Aldo Moro” di Bari
Bruno Di Marino – Studioso di immagini in movimento


ore 19 / Laboratorio Urbano – proiezioni

MADE IN ITALY

Francesco Dongiovanni

Non si sazia l’occhio, 2020 [22′]

Da un passo del Qoelet che riflette dell’insaziabile desiderio umano di guardare e ascoltare le cose del mondo, prende avvio un inseguimento visivo e sonoro tra immagini di archivio della prima guerra mondiale, video ritrovati in un cellulare, voci di strada, la melodia di un pianoforte, paesaggi muti, architettura urbana e luci notturne.

Francesco Dongiovanni (Bari, 1978) vive e lavora in Puglia. Con i suoi film ha affrontato tematiche riguardanti l’etnografia, il paesaggio, l’archivio, la memoria, partecipando a numerosi festival nazionali e internazionali. Lavora per la casa di produzione Murex, da lui fondata con i suoi collaboratori. Film precedenti: Densamente spopolata è la felicità (2011), Elegie dall’inizio del mondo – Uomini e alberi (2013), Giano (2014), Anapeson (2015), Studio (2016), The riddle (2017) e il lungometraggio I giorni e le opere (2019).


Giuseppe Boccassini

As In A Land, A Vagary, 2021 [15′]

Come assestamenti tra le immagini e tra gli elementi compositivi al loro interno, il film vaga provvisoriamente lungo le pieghe delle cose, attraverso le quali scivola sistematicamente. Fagocitato dalla materia di cui è composto, svanisce in tutto ciò che gli sta intorno. Nel fissare l’orizzonte, approdando in superficie, tali metamorfosi non coinvolgono necessariamente la natura intima delle cose al cospetto di quel curioso dualismo che in qualche modo le distingue incondizionatamente, come vaghe e singolari cosmologie.

Lunar Studies, 2021 [15′]

– Studio-i (n.) 1300 circa: come “uno stato di pensiero profondo o di contemplazione, semiopaco, perplessità mentale o pensiero ansioso, stupore, meraviglia o fantasticheria.
– Lunare (agg.) dal latino lunaris “della luna”, Luna “luna” dal greco “Lùnca” stessa radice di Lux e leuk, una radice proto-indoeuropea che significa “luce, luminosità”.

Giuseppe Boccassini (Terlizzi, Bari, 1979) è un regista italiano che lavora principalmente in Germania e in Italia. Si è laureato in Teoria cinematografica presso l’Università di Bologna e in regia presso la Nuova Università del Cinema e della Televisione di Cinecittà, a Roma. Le sue opere sono state presentate in numerosi festival e mostre internazionali, tra cui il Fid di Marsiglia, Edinburgh International Film Festival, Jihlava Idff, il Torino Film Festival, il Museo della storia del Trentino, il Festival del Cinema di Pesaro, Avvistamenti. Tutta la sua produzione cinematografica è distribuita da Light Cone. Trasformando e manipolando varie fonti di materiale d’archivio, il suo lavoro riflette sul concetto di vicinanza aptica dei media contemporanei. Le sue collaborazioni più recenti includono il montaggio del film per la mostra personale di Aldo Tambellini «Black Matters», presso la ZKM di Karlsruhe, in Germania ed è responsabile della programmazione di Fracto, incontro internazionale di cinema sperimentale, presso ACUD macht neu a Berlino.


Mauro Santini

Canto della terra, 2020 [16′]

Una montagna e un confine da oltrepassare; un viaggio verso una terra ignota, forse in fuga da qualcosa. L’addio ad un mondo, la separazione da cose ed affetti, un canto di speranza. Nato durante il lockdown, il film narra un esodo, attraverso una lingua esule come quella armena, ed è composto da un’unica inquadratura di 38 secondi, ripetuta. L’evoluzione di immagine e suono divengono narrazione di un passaggio di frontiera, di un confine che i viandanti raggiungeranno faticosamente e soli: una soglia oltre la quale non è dato sapere da cosa saranno accolti: metafora di questo momento storico, disseminato di perdite e di separazioni, e di incognite riguardo il futuro prossimo.

Vaghe stelle, 2017-2020 [34′]

“Vaghe stelle” è un film in sette capitoli, concepito come un album musicale composto di sette movimenti visibili singolarmente (come canzoni) o nell’ordine stabilito (come un disco); oppure ancora mescolando i film a piacimento o a caso, creando ad ogni proiezione nuove combinazioni o possibili narrazioni. Le ‘canzoni’ saranno sette, come le stelle principali dell’Orsa Maggiore. Sarà un vagare notturno che avrà come riferimento il cielo stellato: un pellegrinaggio terrestre in cerca di epifanie o la deriva di un ipotetico viaggio interstellare.

Mauro Santini è nato a Fano, nel 1965. Dal 2000 realizza i suoi film senza sceneggiatura, accumulando immagini e documentando un vissuto quotidiano in forma diaristica. Da questo metodo nasce la serie dei ‘Videodiari’, caratterizzata da un racconto visivo in prima persona legato al tempo, alla memoria e alla ricerca di sé; fra questi “Da lontano”, vincitore nel 2002 del Torino Film Festival – Spazio Italia, rassegna che nel 2006 seleziona nel concorso internazionale il suo lungometraggio sperimentale ‘Flòr da Baixa’. Successivamente realizza film incentrati sul racconto delle città come ‘Un jour à Marseille’ e ‘Giornaliero di città e passanti’. Nel 2012 ha preso parte al progetto ‘Cinema Corsaro’ ideato da Quarto Film realizzando il mediometraggio ‘Il fiume, a ritroso’ con cui ha partecipato al Festival del Cinema di Roma e, con la co-regia di Giovanni Maderna, il lungometraggio ‘Carmela, salvata dai filibustieri’, presente alla Mostra del Cinema di Venezia, Giornate degli Autori. Nel 2013 presenta al Festival di Locarno ‘Attesa di un’estate’, primo episodio dei ‘frammenti di vita trascorsa’. Numerose le partecipazioni a festival internazionali (Jeonju, Oberhausen, DocLisboa, Bafici Buenos Aires, Annecy, Rencontres Internationales Paris/Berlin, Cinémas Différents et Expérimentaux de Paris, Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro tra gli altri), a rassegne di cinema sperimentale (‘La cité des yeux, une saison italienne’, cinema d’avanguardia italiano dal 1968 al 2008, a cura di Nicole Brenez e Federico Rossin – ‘Fuori norma. La via sperimentale del cinema italiano, a cura di Adriano Aprà) e videoarte (‘Elettroshock – 30 anni di video in Italia – 1971/2001’ a cura di Bruno Di Marino), gli omaggi e le personali (Jeonju, Trieste, Alba, Taranto).


ore 21.30 / Laboratorio Urbano – performance audiovisive

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WARSHADFilm (Tiziano Doria, Samira Guadagnuolo), Michele Sambin

Scandalosi furti, 2021 [Performance audiovisiva inedita, 30′]

Performance live che sonorizza una proiezione cinematografica di film originali, svolta per mezzo di due proiettori 16mm e un proiettore 35mm per diapositive. Le immagini filmiche di una terra arcaica saranno messe in relazione con l’architettura interna del palazzo Tupputi, la voce di Samira Guadagnuolo e i suoni prodotti dalla tromba di Giuliano Di Cesare e dai sassofoni di Vittorio Gallo e Michele Sambin.

Warshadfilm è un duo formato da Tiziano Doria e Samira Guadagnolo. La loro attività si innesta su pratiche legateai processi della fotografia analogica e del film in pellicola. Ciò è intimamente legato alla ricerca di una forma e di un linguaggio che trovano -nei processi e nelle possibilità tecniche degli strumenti usati – una corrispondenza. Grande importanza riveste la reciprocità tra immagine e parola e la ricerca di un isomorfismo tra il visivo e il sonoro. Hanno realizzato diverse installazioni cinematografiche, cortometraggi, raccolte fotografiche, lavorando anche con archivi fotografici e filmici. Sono stati invitati a diversi festival cinematografici internazionali quali, tra gli altri, Locarno Film Festival e Torino Film Festival.


Salvatore Insana, Silvia Cignoli, Michele Sambin

Trataka / Io ho fissato il fuoco per sempre, 2020 [Performance audiovisiva inedita, 30′]

Il Trataka è una pratica utilizzata molto nello yoga, specie nella fase di “pulizia della mente”. Consiste nel fissare un oggetto ripetutamente, per poi chiudere gli occhi e riprodurlo nella nostra mente. Prende corpo dunque un’ipnosi collettiva, un nemico invisibile, subliminale, un’energia impalpabile sul punto di esplodere. Michele Sambin prenderà parte alla performance unendo la propria musica a quella di Silvia Cignoli e alle immagini di Salvatore Insana.

Salvatore Insana ha frequentato il Dams dell’Università di RomaTre concludendo il suo percorso magistrale nel 2010 con un elaborato sul concetto di inutile. Porta avanti la sua ricerca tra arti visive, arti performative e altre forme di revisione ed erosione dell’immaginario, collaborando con numerosi musicisti, sound designer, coreografi e compagnie teatrali. Nel 2011 crea con Elisa Turco Liveri il collettivo Dehors/Audela, con il quale ha dato vita a opere video-teatrali, performance di danza, progetti di ricerca audiovisiva, workshop sperimentali. Le sue opere sono state presentate all’interno di numerosi festival ed eventi espositivi multidisciplinari in Italia e all’estero.

Silvia Cignoli è una chitarrista classica ed elettrica, musicista versatile, spazia dalla musica classica alla contemporanea, dall’improvvisazione radicale all’avant-rock ad una propria creazione musicale, crossover fra il suo background accademico e la musica elettronica. Nei suoi lavori, una raffinata ricerca timbrica su chitarra aumentata, tastiere, elettronica, processori di segnale e oggetti sonori, confluisce per creare paesaggi sonori immaginifici a cavallo fra ambientazioni subacquee e astrali. Nel 2020 esce il disco solistico “The Wharmerall” per l’etichetta Pitch the Noise Records, e nel 2021 esce “Digital Memories From a Suspended World” per Blue Spiral Records, colonna sonora del documentario “Tutte a casa – memorie digitali da un mondo sospeso” per la regia di C. D’Eredità, N. Baratta, E. Marino. È laureata in chitarra presso la Fondazione Scuole Civiche Milano e presso il Conservatorio di Milano ed ha conseguito un Master of Arts in Music Performance presso il Conservatorio di Lugano (CH). Ha tenuto corsi su chitarra aumentata e musica sperimentale in alcuni Conservatori Italiani e in Svizzera. Insegna chitarra presso la Fondazione Scuole Civiche Milano.


Fabio Scacchioli, Vincenzo Core, Michele Sambin

La descrizione delle stelle fisse, 2021 [Performance audiovisiva, 20′]

Tentativo di esplorare i limiti temporali dello sguardo, a partire dalle immagini del viaggio della sonda spaziale Cassini-Huygens. Il sax di Michele Sambin dialogherà con la chitarra elettrica di Vincenzo Core e con le immagini trattate da Fabio Scacchioli.

Fabio Scacchioli e Vincenzo Core collaborano da tempo nel campo dell’audiovisivo, con video, performance e installazioni che hanno ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero.


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