Sonimage 30 Dicembre 2021

30 DICEMBRE 2021

Sonimage

RASSEGNA DI SUONI IMMAGINI

IX Edizione


ore 17.30 / Sala degli specchi – incontri

GIANNI LENOCI

Alchimia dell’istante. Riflessioni e paradossi di un improvvisatore

Raffaella Ronchi – Docente di Pratica Pianista al Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, direttore artistico del festival URTIcanti
Vittorio Gallo – Musicista
Gabriele Panico – Compositore


ore 19 / Laboratorio Urbano – proiezioni

MADE IN ITALY

Gaël de Fournas, Federico Francioni

Akouchetame, 2020 [16′]

Essaouira, Marocco. Un narratore scrive una lettera nella quale racconta una storia che gli è vicina: quella di una giovane donna che, perdendo suo padre, perde il mondo che ha plasmato la sua identità.

Gaël de Fournas, dopo gli studi presso l’Ecole Supérieure d’Audiovisuel de Toulouse e alla School of Visual Arts di New York, firma il suo primo cortometraggio prodotto dal G.R.E.C., La bataille de Jéricho. In seguito ha realizzato un ritratto documentario sul cineasta Eugène Green, La Maniére, e ha in cantiere il suo primo mediometraggio di finzione, dal titolo provvisorio Le Visiteur. Nel 2021 firma con Federico Francioni il cortometraggio Akouchetame, parte di un nuovo progetto condiviso, in fase di sviluppo: Dar el Walidin.

Federico Francioni nasce a Campobasso nel 1988. Dopo il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia firma con Yan Cheng i documentari Tomba del Tuffatore, The First Shot – Miglior Film alla 53° Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro – e il cortometraggio Octavia, promosso dal Chicago Film Archive e realizzato con materiali d’archivio. Tra le altre esperienze, gli Ateliers Varan e la residenza “Frontières 2018” a Parigi, supportata dal Musée de l’Histoire de l’Immigration e dal G.R.E.C., che hanno contribuito alla realizzazione del documentario Rue Garibaldi. Nel 2021 firma con Gaël de Fournas il cortometraggio Akouchetame, parte di un nuovo progetto condiviso, in fase di sviluppo: Dar el Walidin. Per la casa editrice Artdigiland ha curato un volume intervista – Il mondo Vivente – dedicato al regista Eugène Green.


Cristina Picchi

Unfolded, 2019 [15′]

Dopo una notte in bianco, una donne esce da casa sua e decide di porre fine ad una relazione tormentata. Ma non è così facile lasciarsi alle spalle certi ricordi. UNFOLDED è il ritratto di un’anima sospesa tra il potere catartico di una nuova opportunità e la nostalgia di un passato irrecuperabile.

Cristina Picchi è una regista, scrittrice e artista italiana. Ha scritto, diretto e montato cortometraggi, documentari e video-installazioni presentati in festival e gallerie di tutto il mondo vincendo numerosi premi, tra cui il Pardino d’Argento a Locarno. Candidata agli European Film Awards e ai David di Donatello per il miglior cortometraggio, è stata finalista al Premio Solinas. Cristina è un’allieva dell’IDFAcademy, del Berlinale Talents Campus e del Torino Film Lab, ed è stata selezionata per i programmi di residenza del Museumsquartier di Vienna, di IASPIS a Stoccolma e della Cité internationale des arts di Parigi. Il suo primo lungometraggio, attualmente in sviluppo, è supportato, fra gli altri, dal Sundance Institute.


Luca Ferri

Mille cipressi, 2021 [13′]

Un uomo, all’interno della sua cucina si appresta a preparare la schiscetta perché ha deciso di visitare la tomba Brion, un complesso funebre monumentale, progettato e realizzato dall’architetto veneziano Carlo Scarpa su commissione di Onorina Brion Tomasin, per onorare la memoria del defunto e amato congiunto Giuseppe Brion, fondatore e proprietario della azienda Brionvega, situato nel piccolo cimitero di San Vito, nella frazione d’Altivole in provincia di Treviso. Posizionato il cibo all’interno di una borsina di plastica a pois, lo troveremo passeggiare all’interno del cimitero osservando con minuziosa cura i dettagli progettati dall’architetto Veneziano, mentre nella sua testa silente albergheranno le preziose parole pronunciate dall’architetto in una conferenza Madrilena tenuta nell’estate del 1978.

La casa dell’amore, 2020 [77′]

Bianca è una transessuale di 39 anni. Vive a Milano dal 2009 e di professione fa la prostituta. Da vent’anni anni è fidanzata con Natasha, una trans di origini giapponesi che vive temporaneamente in Brasile. Il loro legame è molto forte e la distanza non lo ha indebolito. Il film racconta la loro storia d’amore fatta di lunghe telefonate e ancor più lunghe attese. Per questioni lavorative e familiari non si vedono da quasi due anni. Il tempo passato senza Natasha è scandito dai clienti, per lo più abituali, e dalle loro richieste. Col tempo Bianca si è anche affezionata a loro ma i suoi pensieri sono sempre per Natasha, che finalmente sta tornando.

Luca Ferri (Bergamo, 1976), autodidatta, dal 2011 si dedica alla scrittura, alla fotografia e alla regia di film presentati in festival nazionali e internazionali e in musei e gallerie. Nel 2013 la Cineteca Nazionale di Roma organizza una retrospettiva dei suoi lavori. Il suo primo lungometraggio di finzione Abacuc, uscito in sala nel 2015, è stato presentato al Torino Film Festival e al Festival de Mar del Plata. Nel 2016 Colombi è stato presentato alla 73° mostra del cinema di Venezia nella sezione Orizzonti. Nel 2018 Dulcinea è selezionato al 71° Locarno Film Festival, in concorso nella sezione Signs of life mentre Pierino è presentato al 61° Dok Leipzig. Nel 2020 La casa dell’amore è presentato alla 70° Berlinale nella sezione Forum, dove viene selezionato per la partecipazione al Berlinale Documentary Award e riceve la menzione ai 34° Teddy Awards; il lavoro sì viene presentato alla 77° Mostra del Cinema di Venezia nella sezione orizzonti. Nel 2021 il suo ultimo lavoro Mille cipressi viene presentato in concorso al 67° International Film Festival di Oberhausen e alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Vince il premio come miglior film al 46° Laceno d’oro nella sezione “gli occhi sulla città.”


ore 21.30 / Laboratorio Urbano – performance audiovisive

SONIMAGE

Francesco Massaro & Bestiario, Michele Sambin

À vide (storia naturale del vuoto), 2021 [Performance audiovisiva, 40′]

Francesco Massaro (clarinetto basso e live electronics), Mariasole De Pascali (flauto, ottavino, flauto in sol), Adolfo La Volpe (lap steel guitar, live electronics), Michele Ciccimarra (cupaphon, batteria, percussioni), Egidio Marullo (temporary painting).

La performance indaga le relazioni tra infinitamente grande e infinitamente piccolo, attraverso l’osservazione della microbiologia (Micrographia) e dei grandi ammassi di galassie (Filamento dei Pesci-Balena). Attraverso la relazione tra suoni e immagini essa prevede l’esecuzione di due partiture per improvvisatori “multimediali”. Michele Sambin si unirà alla performance con interventi di pittura digitale e improvvisazioni sonore.

Francescco Massaro & Bestiario, gruppo attivo nell’ambito della ricerca musicale e multimediale, è un vero e proprio laboratorio di ibridazione. Nelle sue performance nulla è (quasi mai) come sembra: acustico ed elettronico, scritto e improvvisato, formale e informale, antico e contemporaneo, e perfino suono, immagine e movimento sono in continua mimesi offrendo al pubblico una esperienza sinestetica.


Vittorino Curci, Michele Sambin

Two Sax One Play, 2021 [Performance inedita, 20′]

Due vecchi amici si incontrano musicalmente per la prima volta. Tutto è possibile. What’s new?

Vittorino Curci è poeta e sassofonista di musica improvvisata, Vittorino Curci è nato nel 1952 a Noci (Bari), dove vive. Le sue ultime raccolte di poesia: La stanchezza della specie (LietoColle, 2005), Un cielo senza repliche (LietoColle, 2008), Il frutteto (LietoColle, 2009), Il pane degli addii (La Vita Felice, 2012), Verso i sette anni anch’io volevo un cane (La Vita Felice, 2015), Liturgie del silenzio (La Vita Felice, 2017). Ha anche pubblicato un libro di poetica, La ferita e l’obbedienza (I libri di Icaro, 2008) e uno di racconti ispirati da luoghi e personaggi della sua terra, Era notte a Sud (Besa, 2007). Collabora alla rivista Nuovi Argomenti. e cura per «Repubblica Bari» la “Bottega della poesia”. Nel ’99 ha vinto il Premio Montale per la sezione “Inediti”. È presente in varie antologie di poesia contemporanea pubblicate in Italia e all’estero. Suoi testi sono stati tradotti in inglese, francese, tedesco, spagnolo, greco, rumeno e arabo. Ha partecipato a importanti festival e manifestazioni internazionali. A cominciare dalla seconda metà degli anni Ottanta dà corso a una lunga serie di collaborazioni con musicisti jazz d’avanguardia. In questo periodo realizza numerose performance di forte impatto teatrale in cui utilizza oggetti scenici, attori, musiche originali e scenografie d’avanspettacolo (con forti reminiscenze delle serate futuriste). Nel ’94 è tra i fondatori a Reggio Emilia del Gruppo di poesia sonora Baobab. Attualmente, pur dedicandosi molto a una scrittura di ricerca con forti ascendenze surrealiste, a livello performativo ama esibirsi in più discreti reading poetici – nei quali esegue anche partiture sonore – insieme con piccole formazioni musicali oppure, in completa solitudine, accompagnandosi con un sassofono. In campo musicale ha collaborato con moltissimi musicisti italiani e stranieri. A suo nome ha pubblicato ventisette dischi e ha fornito la sua collaborazione a numerosi altri, pubblicati anche da etichette straniere come la ENJA di Monaco, la Modern Times di Lugano, la Leo Records di Londra, la SoLyd Records di Mosca, la Victo di Victoriaville. Nella veste di organizzatore culturale ha ideato e diretto l’Europa Jazz Festival di Noci e la rassegna Noci-Cinema. Nel 2002, con Pino Minafra, Roberto Ottaviano e Nicola Pisani, ha fondato la Meridiana Multijazz Orchestra e Canto General.


Vittorino Curci, Giuliano Di Cesare, Walter Forestiere, Vittorio Gallo, Francesco Massaro, Gabriele Panico, Michele Sambin

Un suono a testa, 1976-2021 [Performance audiovisiva, 30′]

Una video-partitura di Michele Sambin del 1976 viene rieseguita da un ensemble di sette musicisti. I sette volti che appaiono nella partitura saranno interpretati musicalmente dai musicisti con i loro rispettivi strumenti.


Gran Finale


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