STEFANO PILA PAOLO SPACCAMONTI
Stefano Pilia e Paolo Spaccamonti sonorizzano dal vivo Dziga Vertov
A cura di
Daniela Di Niso e Antonio Musci
L’uomo con la macchina da presa
(Человек с киноаппаратом)
di Dziga Vertov
anno 1929, durata 67’
Capolavoro del costruttivismo sovietico, L’uomo con la macchina da presa è una vertiginosa sinfonia urbana che racconta una giornata nella vita di una città moderna attraverso pura invenzione visiva.
Privo di attori, scenografie e didascalie, Vertov mette in scena l’incontro tra uomo e macchina: l’operatore che attraversa la città, l’apparecchio che registra movimento, lavoro, velocità e ritmi collettivi. Il film diventa osì celebrazione del nuovo occhio cinematografico ed esplorazione di come la visione meccanica trasformi la percezione del quotidiano.
Dopo le esperienze con Der Var Engang (C’era una volta) di C.T. Dreyer e, più recentemente, con il capolavoro Greed di Erich von Stroheim (entrambi prodotti dal Museo Nazionale del Cinema di Torino), Stefano Pilia e Paolo Spaccamonti danno voce e suono a L’uomo con la macchina da presa.
Pilia, alla chitarra elettrica e all’elettronica, e Spaccamonti, alla chitarra elettrica, creano una sonorizzazione dal vivo che amplifica l’energia cinetica di una delle ultime espressioni dell’avanguardia cinematografica sovietica. Il duo è stato acclamato per la capacità di infondere nuova linfa a un’opera così monumentale, offrendo un’occasione unica di vivere il film come Vertov stesso avrebbe immaginato.
Dziga Vertov (1896-1954) È stato uno dei più innovativi registi, teorici e montatori sovietici del Novecento, nonché figura centrale dell’avanguardia costruttivista. Nel 1922 fondò il gruppo dei Kinoki e, tra giugno e novembre dello stesso anno, diresse 12 numeri del giornale filmato Kinopravda. Nel 1924 fu promotore del manifesto del Kinoglaz (Cine-Occhio), da cui nacque l’omonimo film sperimentale, ponendo le basi di un cinema antiteatrale, guidato dalla macchina da presa e capace di cogliere la realtà con una precisione inedita.
Attraverso cinegiornali, montaggi sperimentali e film-saggio, Vertov indagò il rapporto tra percezione umana e visione meccanica, elaborando un’idea di cinema come strumento di conoscenza e trasformazione del reale. La sua opera ha esercitato un’influenza profonda e duratura sul cinema documentario e sulla teoria del cinema moderno.
Paolo Spaccamonti
Chitarrista e compositore torinese, vanta una discografia ampia e articolata, tra lavori solisti e collaborazioni con figure di primo piano della scena musicale italiana e internazionale, tra cui Jochen Arbeit (Einstürzende Neubauten), Stefano Pilia e Roberto “Tax” Farano (Negazione).
Accanto all’attività discografica, ha composto musiche per cinema, teatro e televisione, collaborando con istituzioni come RAI, Teatro Stabile di Torino, Emilia Romagna Teatro e Teatro Nazionale di Roma. Ha inoltre realizzato numerose sonorizzazioni dal vivo di film muti per il Museo Nazionale del Cinema.
Attivo anche come performer, si esibisce regolarmente dal vivo, da solo e con artisti come Julia Kent, Emidio Clementi ed Enrico Gabrielli. Tra il 2023 e il 2025 ha partecipato al tour teatrale italiano di Lazarus, musical di David Bowie ed Enda Walsh.
Stefano Pilia
Chitarrista, bassista e compositore nato a Genova, sviluppa la propria ricerca a partire dalla pratica strumentale e dai processi di registrazione e produzione, indagando il suono nelle sue relazioni con spazio, tempo e memoria. È tra i fondatori del progetto 3/4HadBeenEliminated e prende parte a numerose formazioni e collaborazioni che spaziano dall’improvvisazione alla musica sperimentale e rock. Ha suonato, tra gli altri, con Mike Watt, David Grubbs, Rokia Traoré, Afterhours e Massimo Volume, oltre a una vasta rete di artisti internazionali.
Autore di oltre quaranta pubblicazioni discografiche, il suo lavoro si colloca al confine tra ricerca sonora, composizione e performance. 28 29 23 dicembre Bisceglie, Politeama Italia ore 20 / Performance Audiovisiva Collettivo BDR Marialuisa Capurso Salvatore Insana Adolfo La Volpe Di un ritorno all’acqua anno 2025, durata 50’ A contatto con l’acqua, i corpi si dissolvono, si fondono e fluttuano in una danza a spirale in cui mente, corpo e anima diventano un unico essere. Memorie, sogni e l’inconscio emergono mentre l’acqua li trasporta e li trasforma, evocando poesia, ritmo e l’abbraccio materno della natura. Creata da tre artisti – due pugliesi e un calabrese – durante una residenza in Corsica (CNCM VOCE, aprile 2025), l’opera esplora spazio, tempo e luogo attraverso l’osservazione attenta, il vagare da flâneur e il dialogo tra paesaggi interiori ed esterni. Di un ritorno all’acqua è un viaggio nelle acque come territorio fisico e spirituale, dove le esperienze degli artisti si incontrano in un’esplorazione condivisa di presenza, memoria e connessione. Marialuisa Capurso Cantante, performer e artista del suono, esplora voce, movimento e ritualità corporea, lavorando con danza, teatro e arti visive. Formata in canto jazz (Conservatorio N. Piccinni, Bari) e musiche sperimentali (Conservatorio N. Rota, Monopoli), ha collaborato con artisti internazionali come Meredith Monk e William Parker. Insegna canto somatico. Salvatore Insana Artista visivo e filmmaker, indaga i confini tra immagine, movimento e percezione. Co-fondatore del collettivo Dehors/Audela, realizza video-teatro, danza sperimentale, progetti audiovisivi e installazioni multimediali. Le sue opere sono state presentate in Italia e in oltre trenta paesi. Adolfo La Volpe Chitarrista e compositore attivo a livello internazionale, ha suonato in Europa, Asia e Australia, registrato circa settanta album e collaborato con maestri del jazz e dell’avanguardia. Lavora tra musica contemporanea, tradizionale e sperimentale, componendo anche per danza, teatro e cinema. ore 21 / Sonorizzazione dal vivo di Gabriele Panico Z mojego okna anni 1978–1999, durata 19’ 11’’ di Józef Robakowski Z mojego okna (Dalla mia finestra, 1978-1999) è un film di venti minuti assemblato da oltre vent’anni di immagini girate dalla finestra dell’appartamento di Robakowski su una placida piazza di cemento nel centro di Łódź. Ciò che inizia come documentazione quotidiana – vicini che tornano dal lavoro, bambini che giocano, parate del Primo Maggio, pattuglie di polizia – si trasforma in una cronaca personale dei profondi cambiamenti sociali e politici dalla fine del socialismo agli anni della transizione postcomunista. La voce fuori campo dell’artista, tra ironia, invenzione e riflessione storica, trasforma queste scene di vita in un mosaico vivo di memoria collettiva, paesaggi umani e trasformazioni dello spazio pubblico. Party z Lutosławskim anno 1987, durata 26’58” di Józef Robakowski Party z Lutosławskim (Un party con Lutosławski) è un’opera sperimentale nata dal riassemblaggio di un video girato durante una camminata e una festa di amici e artisti per le strade di Łódź, conclusasi nell’informale spazio di incontro Strych. Il materiale originale, che documentava un’azione collettiva carica di giochi urbani e degrado crescente, viene da Robakowski rieditato: rallentato, cromaticamente trasformato e accompagnato dalla Terza Sinfonia di Witold Lutosławski. Il montaggio ottenuto accentua l’assurdo e il nichilismo della situazione, facendo evolvere il film da semplice cronaca di performance a un’indagine espressiva e surreale sul gesto e sul rituale sociale.
Avvistamenti Workshop
L’associazione Canudo organizza, nell’ambito del festival Avvistamenti, un workshop gratuito per 10 partecipanti condotto dal sound artist Pier Alfeo e dal videoartista Raffaele Fiorella....
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Vai all'eventoCollettivo BDR
Il Collettivo BDR presenta Di un ritorno all'acqua, una performance inedita che mette in dialogo musica, video e arti performative.
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Vai all'eventoGabriele Panico sonorizza dal vivo Józef Robakowski
Gabriele Panico sonorizza dal vivo le opere di Józef Robakowski: Z mojego okna e Party z Lutosławskim
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