Sostenibilità
Quadro normativo
Gli obiettivi ambientali dell’Agenda 2030 dell’ONU, l’Accordo di Parigi sul clima, le strategie europee e nazionali in materia di ambiente richiedono l’impegno concreto di tutte le componenti della società. L’Accordo di Parigi – sottoscritto nel 2015 da 196 paesi, tra cui l’Italia – mira a contenere l’aumento della temperatura al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali, cercando di limitarlo a 1,5°C e a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Per mantenere questi impegni, l’Unione europea (UE) ha fissato obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (prevedendo entro il 2023 una diminuzione del 55% rispetto al livello del 1990) e in termini di adattamento: con la legge europea sul clima (regolamento UE 2021/1119) le istituzioni europee e gli Stati membri si sono vincolati giuridicamente a realizzare l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050 e ad assicurare continui progressi nel miglioramento della capacità di adattamento, nel rafforzamento della resilienza e nella riduzione della vulnerabilità ai cambiamenti climatici. Tra gli obiettivi dell’Unione europea, infatti, rientra lo sviluppo sostenibile basato su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell’ambiente. La politica dell’UE in materia ambientale individua gli obiettivi da perseguire, tra i quali la promozione di misure per contribuire a combattere i cambiamenti climatici.
Stando alla definizione del Rapporto Bruntland del 1987 «lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente, senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri» (WCED, 1987). Questa definizione è significativa per definire il campo della sostenibilità ambientale e sociale, in quanto l’attenzione delle attività poste in essere per ridurre il proprio impatto ambientale deve sempre rivolgersi al rispetto delle generazioni future.
In Italia l’ambiente, insieme alla biodiversità e agli ecosistemi, è tutelato espressamente dalla Costituzione (articolo 9)[1], anche nell’interesse delle future generazioni. Inoltre l’iniziativa economica privata non può svolgersi in modo da recare danno all’ambiente e la legge determina controlli e programmi perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini ambientali (art. 41)[2].
In materia di mitigazione dei cambiamenti climatici, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC)[3] definisce gli obiettivi nazionali di riduzione dei gas a effetto serra al 2030 e le misure da attuare per il loro conseguimento; sul tema dell’adattamento, il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC)[4] fornisce un quadro di indirizzo per ridurre al minimo possibile i rischi derivanti dai cambiamenti climatici. Il raggiungimento di questi obiettivi richiede l’apporto di tutte le componenti della società, inclusi i cittadini, il settore privato e ovviamente le istituzioni.
Politica ambientale del festival Avvistamenti
L’ambiente è un bene comune da tutelare attraverso l’impegno concreto di tutte le componenti della società, a partire dalle istituzioni. Da tempo il festival Avvistamenti lavora per ridurre il proprio impatto ambientale e aumentare la propria resilienza ai cambiamenti climatici e ai rischi legati ai fattori ESG (Enviromental, Social and Governance). In coerenza con la visione strategica e consapevole della propria responsabilità nei confronti della collettività e verso le generazioni future, il festival – oltre a garantire il rispetto delle prescrizioni legislative in materia – si impegna a migliorare progressivamente la propria prestazione ambientale.
Azioni di sostenibilità
- Mobilità sostenibile
1.1) L’utilizzo di mezzi di trasporto a minore impatto ambientale consente una diminuzione nelle emissioni connesse agli spostamenti del pubblico. Il festival è impegnato a promuovere l’utilizzo di mezzi di trasporto ecosostenibili e la mobilità dolce, incentivando il car sharing, l’utilizzo dei mezzi pubblici (treno o pullman), della bicicletta e dei veicoli ibridi o elettrici, riducendo al contempo gli spostamenti su gomma e su veicoli inquinanti, alimentati da motori termici a combustione interna tradizionale. Le sedi delle varie attività sono sempre chiaramente indicate sul sito web e sui materiali promozionali dell’evento: sono fornite informazioni sui luoghi facilmente raggiungibili tramite i mezzi pubblici, su eventuali torrette di ricarica per mezzi elettrici e stalli per biciclette.
- Consumi energetici sostenibili
2.2) Il festival privilegia l’utilizzo di sedi il cui progressivo efficientamento energetico sia finalizzato a ridurre l’impronta carbonica e ambientale legata all’utilizzo di combustibili fossili e alle emissioni a esso connesse, attraverso l’utilizzo di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Oltre a promuovere la decarbonizzazione della catena di fornitura, il festival si impegna a ottimizzare il consumo di beni e servizi, facendo leva sulle evoluzioni tecnologiche e di mercato, incentivando la sostituzione dei corpi illuminanti con luci a led, a minore consumo e maggiore durata.
- Stampa dei materiali
3.1) Siamo da tempo impegnati a ridurre l’utilizzo della carta attraverso lo snellimento e la digitalizzazione dei processi di lavoro e la dematerializzazione dei documenti e delle pubblicazioni. Per quanto riguarda il materiale informativo e promozionale del festival preferiamo la diffusione online di contenuti digitali (sito web, social media, QR code), riducendo al minimo indispensabile il materiale cartaceo. Le pubblicazioni del festival, a partire dal catalogo, sono disponibili in versione digitale sul nostro sito internet e hanno una diffusione prevalentemente online.
3.2) Le pubblicazioni per cui è prevista la versione cartacea sono stampate solo su richiesta, oppure in casi residuali per particolari esigenze, utilizzando carta riciclata o ecologica certificata da un’etichetta ambientale (FSC, PEFC, Ecolabel UE).
- Allestimenti
4.1) Non è previsto l’uso di allestimenti, arredi o scenografie particolari, quindi abbiamo optato per l’abbattimento dell’inquinamento legato alla stampa e al conseguente smaltimento di pannelli, banner, roll-up o altro materiale pubblicitario, evitando anche un aggravio di costi legati a tali realizzazioni. Solo in casi eccezionali possono essere riutilizzati allestimenti di edizioni precedenti.
- Gestione dei rifiuti
5.1) Gli obiettivi prioritari del festival sono ridurre all’origine la quantità dei rifiuti prodotti e privilegiare, rispetto allo smaltimento in discarica, il riutilizzo e il riciclo, in un’ottica di economia circolare. Tutti i rifiuti prodotti sono raccolti in maniera separata e avviati a riciclo. Avvistamenti punta alla riduzione all’origine dei rifiuti prodotti e alla progressiva diminuzione della plastica monouso (bottiglie, bicchieri, sacchetti, ecc.), incentivando l’utilizzo di materiali riutilizzabili (borracce in acciaio, bicchieri in vetro, shopper in tessuto, ecc.), compostabili o naturali (bicchieri e sacchetti biodegradabili, ecc.). Le sale cinematografiche che ospitano le proiezioni sono già attrezzate per la raccolta differenziata, resa evidente in loco tramite adeguata segnaletica. Laddove non presenti, nelle aree esterne o comunque in prossimità degli spazi in cui si svolge il festival, disponiamo appositi contenitori per la raccolta differenziata, agevolando con cartelli chiari la separazione dei materiali e il corretto conferimento dei rifiuti.
- Gadget e premi
6.1) Attraverso una politica di acquisti verdi cerchiamo di contribuire a orientare il pubblico verso l’utilizzo di beni e servizi più ecosostenibili. Solitamente non realizziamo gadget legati alla promozione del festival, ma qualora dovessimo produrne in futuro, sicuramente opteremmo per la creazione di oggetti utili, riciclabili o riciclati (tazze, borracce, bicchieri, posacenere ecologici tascabili, ecc.), che possano essere rilasciati ai fruitori anche su cauzione. Un discorso analogo vale per i premi, che sono realizzati da artisti del territorio con materiali naturali, ecologici, riciclabili o riciclati (sculture in legno, terracotta, argilla, pietra, plastica o metallo riciclati, ecc.).
- Ospitalità
7.1) Come già specificato al punto 1, il festival è impegnato a ridurre l’impatto ambientale legato ai viaggi e ai trasporti, per cui invitiamo gli artisti e gli ospiti provenienti da fuori regione a utilizzare il treno, nelle tratte coperte dall’alta velocità, come mezzo di trasporto meno impattante rispetto al traffico aereo o automobilistico su gomma, salvo casi di assoluta necessità, mentre per gli spostamenti locali promuoviamo soluzioni di mobilità sostenibile, come il car pooling o l’utilizzo dei trasporti pubblici locali per ridurre l’impatto ambientale del viaggio, della bicicletta o della “passeggiata turistica” alla riscoperta del paesaggio naturale e urbano.
7.3) Per l’ospitalità di artisti, esperti e collaboratori ci rivolgiamo a strutture ricettive vicine alle sedi del festival, facilmente raggiungibili a piedi: da sempre privilegiamo questo tipo di strutture poco impattanti sull’ambiente, dove gli ospiti possano ritrovare un clima più disteso e familiare.
- Sostenibilità alimentare
8.1) Il territorio di riferimento del festival può contare su una discreta quantità di piccole e medie aziende locali, da tempo sul mercato attraverso la produzione, la trasformazione e la commercializzazione di prodotti tipici locali, che sono la principale materia prima utilizzata dai numerosi ristoratori di qualità del territorio. Con le suddette aziende sono già state stabilite delle partnership, finalizzate a realizzare delle convenzioni a prezzi scontati per gli spettatori e gli ospiti del festival, i quali possono apprezzare la qualità dei prodotti enogastronomici a chilometro zero, provenienti dalla filiera locale e biologica del territorio. Il festival promuove infine una consapevolezza diffusa contro lo spreco alimentare, privilegiando la cosiddetta “cucina circolare” legata a menù tradizionali pugliesi, che fanno uso di prodotti locali e stagionali.
- Cultura ambientale e sostenibilità sociale
9.1) Avvistamenti promuove una campagna di sensibilizzazione verso le tematiche ambientali, promuovendo la partecipazione diretta del pubblico alla riduzione degli impatti attraverso proiezioni e incontri dedicati e collaborando con associazioni del territorio che si occupano di difesa dell’ambiente, tutela del paesaggio e mobilità sostenibile, mettendo in campo azioni concrete volte al ristoro ambientale (Circoli Legambiente e associazioni di tutela ambientale del territorio). Le sale cinematografiche utilizzate per le proiezioni sono state ristrutturate di recente e adeguate al rispetto delle nuove norme sull’efficientamento energetico, oltre che sull’accessibilità e inclusività del pubblico. I luoghi delle proiezioni sono tutti al chiuso, dunque non vi è creazione di inquinamento acustico o luminoso.
- Formazione e comunicazione
10.1) Il festival promuove azioni di formazione ambientale rivolte a collaboratori e volontari, attraverso interventi, diretti e indiretti, di comunicazione e sensibilizzazione, con cui definire le regole di sostenibilità, per favorire una condotta ecologica (digitalizzazione e riduzione del consumo di carta, gestione corretta dei rifiuti, mobilità sostenibile, uso di posacenere tascabili).
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[1] Art. 9
«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.
La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali».
[2] Art. 41«L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con la utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali».
[3] Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) è il documento di pianificazione che ogni Stato membro ha dovuto predisporre ai sensi del Regolamento (UE) 2018/1999 sulla governance dell’Unione dell’energia. Il Piano individua gli obiettivi che ogni Stato membro si impegna a raggiungere entro il 2030 riguardo alle cinque dimensioni identificate dall’Unione dell’energia e le misure attuate o da attuare per il loro conseguimento. Le cinque dimensioni sono:
- Decarbonizzazione, che include emissioni e assorbimenti di gas a effetto serra ed energie rinnovabili;
- Efficienza energetica;
- Sicurezza energetica, che include i temi della diversificazione dell’approvvigionamento, della dipendenza energetica e della flessibilità del sistema energetico;
- Mercato interno dell’energia, che include i temi inerenti alle infrastrutture di trasmissione e il mercato interno dell’energia;
- Ricerca, innovazione e competitività.
Il PNIEC affronta tutti gli argomenti e le variabili che descrivono l’evoluzione del sistema energetico nazionale, nell’ottica di una sua progressiva decarbonizzazione.
Conformemente all’evoluzione della regolazione comunitaria, esistono due versioni del PNIEC:
- La prima versione trasmessa in forma preliminare alla Commissione europea entro la fine del 2018 e in forma definitiva entro la fine del 2019;
- La seconda versione trasmessa in forma preliminare alla Commissione europea entro giugno 2023 e in forma definitiva entro giugno 2024.
Su entrambe le versioni preliminari è stato avviato un ampio processo di consultazione.
[4] Il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici è lo strumento di indirizzo strategico e operativo del governo italiano — approvato nel dicembre 2023 dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica — per ridurre la vulnerabilità dei sistemi naturali, sociali ed economici e aumentare la resilienza del territorio di fronte alla crisi climatica.
I cambiamenti climatici rappresentano e rappresenteranno in futuro una delle sfide più rilevanti da affrontare a livello globale ed anche nel territorio italiano. L’Italia si trova nel cosiddetto “hot spot mediterraneo”, un’area identificata come particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici (IPCC, ARC.6; IPCC ARC.5; EEA 2012). Il territorio nazionale è, inoltre, notoriamente soggetto ai rischi naturali (fenomeni di dissesto, alluvioni, erosione delle coste, carenza idrica) e già oggi è evidente come l’aumento delle temperature e l’intensificarsi di eventi estremi connessi ai cambiamenti climatici (siccità, ondate di caldo, venti, piogge intense, ecc.) amplifichino tali rischi i cui impatti economici, sociali e ambientali sono destinati ad aumentare nei prossimi decenni. È quindi evidente l’importanza dell’attuazione di azioni di adattamento nel territorio per far fronte ai rischi provocati dai cambiamenti climatici. Gli effetti negativi del cambiamento climatico continueranno a manifestarsi per decenni, anche nell’ipotesi di successo delle azioni di riduzione e contrasto alle emissioni. Per questo motivo le iniziative di decarbonizzazione vanno accompagnate da misure di adattamento miranti a limitare le conseguenze dei cambiamenti climatici.
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