PREMIO MADE IN ITALY

29 Dic 21:00
A cura di
Daniela Di Niso e Antonio Musci

Made in Italy

A cura di
Daniela Di Niso e Antonio Musci

Balancing Act
di Federica Foglia
anno 2025, durata 7’, inedito 

Un autoritratto allo specchio, anche se né il ritratto né lo specchio sono presenti. Il film esplora i confini di ciò che può e di ciò che non può essere detto, attraverso la ri-mediazione di un home movie del 1930, in cui si intreccia una danza tra corpo e ipertesto.

Federica Foglia

È un’artista visiva e ricercatrice PhD in Cinema & Media Studies presso la York University di Toronto. La sua pratica si concentra su un cinema tattile, riciclato e amatoriale, sugli archivi, sull’eco-femminismo e sul cinema materialista. Lavora all’interno dello spazio domestico per rielaborare found footage e film orfani, intervenendo direttamente sul corpo della celluloide con un approccio scultoreo, in particolare tramite tecniche di emulsion lifting in 16mm.

Desire
di Giuseppe Boccassini
anno 2025, durata 30’ 

Desire è un collage non cronologico composto a partire da materiali provenienti dal genere del melodramma. L’opera, fondata sulla pratica del découpage, attraversa circa tre decenni – dal 1932 al 1958 – e include titoli provenienti da Stati Uniti, Argentina, Gran Bretagna, Finlandia, Italia, Giappone, Messico e Spagna. Desire traccia una duplice traiettoria: diacronica, lungo il tempo; sincronica, al suo interno. Intreccia una storia particolare del cinema lungo un asse temporale che è al contempo specifico e archetipico. Il film si rivela come espressione di un’impossibilità originaria: quella di una totale liberazione dall’archivio, inteso come arché, segno e principio. Anche quando la memoria si riduce a cenere, le figure del film vagano sulla soglia tra presenza e assenza, sospese nel regno del desiderio.

Giuseppe Boccassini

Di base tra Berlino e l’Italia, dopo la laurea in Teoria del Cinema al DAMS di Bologna e il diploma in Regia Cinematografica alla NUCT Cinecittà di Roma, sviluppa una ricerca sul found footage, sulle pratiche d’archivio e sul cinema sperimentale. Negli ultimi anni il suo lavoro ha esplorato le dimensioni storiche e formali del film noir e del melodramma, con Ragtag (2022) e Desire (2025). La sua ricerca si estende anche al cinema industriale, come in Blast Furnace (2024), che costruisce un’esperienza visiva immersiva rivelando l’inconscio ottico della macchina da presa. Attualmente lavora a Phantom Ride, progetto che intreccia filmati d’archivio delle prime spedizioni antartiche con l’estetica del cinema delle attrazioni. Dal 2017 è direttore di FRACTO – Experimental Film Encounter, festival dedicato al cinema sperimentale all’ACUD Kunsthaus di Berlino. I suoi film sono stati presentati a festival e istituzioni internazionali, tra cui la Mostra del Cinema di Venezia, il Museum of the Moving Image di New York, il FID Marseille, Ji.hlava IDFF, Jerusalem IFF, Torino Film Festival, IndieLisboa e Image Forum Tokyo. Il suo lavoro è distribuito da Light Cone (Parigi) e Film-Makers’ Cooperative (New York).

Secondo sogno (Teresa)
di WARSHADFILM
Tiziano Doria, Samira Guadagnuolo
anno 2025, durata 16’, inedito 

L’atto di seguire una forma è forse il più antico, e il fascino della scoperta che ne deriva, quello sbocciare di forme in altre forme, è forse la gioia più grande che si possa provare. Tracciare le forme, o trovarle. Sceglierle. Metterle insieme. Distruggere ciò che si è fatto, ricominciare da capo. Questo gioco – seguire e trovare, raccogliere e riordinare – trovare nessi inaspettati, delle figure e quindi dei racconti – è ciò che facciamo nel nostro laboratorio. Qui, scegliendo tra l’archivio delle immagini che provengono dai nostri film, dalle registrazioni sonore, dalle interviste condotte negli anni, nasce questa serie di brevi film di forme diverse (expanded, live, monocanale…) capricci, dove ci è possibile una sperimentazione più libera. Tutte le pellicole sono state interamente processate nel nostro laboratorio (tutte le sperimentazioni sulla pellicola sono interamente analogiche, tranne la proiezione che, per richiesta specifica del “festival”, è in digitale), le musiche e le registrazioni sono tutte originali di WARSHADFILM

WARSHADFILM

Duo di ricerca cinematografica, Tiziano Doria e Samira Guadagnuolo sviluppano il loro lavoro a partire dalle pratiche legate ai processi del film e dal tentativo di riappropriazione dell’intero processo di produzione cinematografica. Le opere WARSHAFILM sono state selezionate e presentate in numerosi festival e istituzioni internazionali, tra cui Locarno Film Festival (Pardi di domani, 2019), Torino Film Festival (Corti Italiani, 2019), Pesaro Film Festival (2019), Festival dei Popoli (2021), Bellaria Film Festival (Premio Oxilia, 2022), Thessaloniki Documentary Film Festival (Golden Alexander Award, 2022), MAO Torino (2022), Premio Corso Salani – Trieste Film Festival (2024), Filmmaker (2024), MAXXI L’Aquila (2024) e BAO Brescia (2024).

Io mi sono conosciuto nel sogno
di Filippo Ticozzi
anno 2025, durata 20’ 

Guido Morselli è tra gli scrittori più visionari del Novecento italiano. Solitario e distante dalla cultura del suo tempo, non venne compreso; si tolse la vita nel 1973. Tutta la sua opera, pubblicata postuma, ha rivelato testi profetici e di stile assolutamente personale. Tra il 1952 e il 1955 si dedicò al cinema amatoriale, girando molto materiale in 8mm finora inedito. Questo film indaga il suo pensiero, mettendo in relazione tali riprese con i testi più intimi dell’autore – i Diari e Dissipatio H.G. Il risultato è un viaggio allucinato nelle profondità di un artista che mostra l’abisso nascosto intorno a noi.

Filippo Ticozzi

È autore e regista di documentari, i cui film sono stati selezionati in numerosi festival internazionali, tra cui Visions du Réel, Ji.hlava IDFF, Festival dei Popoli, Full Frame IDFF, Doker Fest, Filmmaker Film Festival, Bellaria Film Festival, Laceno d’Oro, e altri. Le sue opere hanno ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Speciale della Giuria al Torino Film Festival e il Best Documentary al Cinéma Vérité in Iran. Insegna Cinema Documentario e Sperimentale all’Università di Pavia ed è responsabile di Officine Creative

Lo sguardo basso delle bambine
di Astrid Ardenti
anno 2025, durata 7’33”

Agata ha quattro anni. Nella quiete di un vigneto in Basilicata osserva suo padre vendemmiare. Ciò che prende forma non è una vera narrazione, ma una sospensione: una memoria insieme intima e distante, come evocata dal ricordo di qualcun altro. Mescolando home video e materiale d’archivio ricostruito, il film riflette sulla memoria come invenzione, fragile traccia modellata dal tempo e dall’assenza.

Astrid Ardenti

Nata a Caracas nel 1994, è fotografa e filmmaker. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera, diventa assistente del regista e storico del cinema Francesco Ballo, collaborando alla realizzazione di alcuni dei suoi ultimi lavori presentati, tra gli altri, al Filmmaker Festival e al Milano Film Festival. Si forma successivamente in fotogiornalismo a Buenos Aires con il reporter argentino Carlos Bosch e in documentario presso la Scuola Civica di Cinema Luchino Visconti di Milano. Partecipa al festival FuoriFormato di Genova con il progetto Mal, dal quale nasce il cortometraggio Misleading, presentato in anteprima a Video Sound Art di Milano. Il suo lavoro indaga i temi della memoria, dell’identità e delle relazioni umane. Il suo ultimo cortometraggio, Lo sguardo basso delle bambine, è stato presentato in diversi festival, tra cui Documentaria Film Festival, Passaggi d’Autore e Laceno d’Oro.

30 Dic 30 Dic 19:30 La Cittadella degli Artisti

Un omaggio a Giulio Latini, autore, teorico e protagonista della ricerca audiovisiva contemporanea, attraverso una selezione delle sue opere più rappresentative.

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30 Dic 30 Dic 21:00 La Cittadella degli Artisti

La giuria composta da Paola Cassano, Francesco Dongiovanni e Gabriele Panico assegnerà il premio

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La giuria composta da Paola Cassano, Francesco Dongiovanni e Gabriele Panico assegnerà il premio

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30 Dic 30 Dic 21:00 La Cittadella degli Artisti

In occasione del centenario de La corazzata Potëmkin, il capolavoro di Sergej M. Ėjzenštejn torna sul grande schermo con una nuova sonorizzazione dal vivo di Edison Studio

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